

LUNA DEL MIELE
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E
ora chiedete a voi stessi: " Come distinguerò ciò che è buono nel piacere, da ciò che non è buono?" Andate per i campi e nei giardini, e imparerete che il piacere dell'ape è nel raccogliere il miele dal fiore, Ma che anche il piacere del fiore è nel concedere all'ape il proprio miele. Perché un fiore per l'ape è una fonte di vita, E l'ape per il fiore un messaggero d'amore, E a tutti e due, ape e fiore, dare e ricevere piacere è un bisogno e un'estasi. Gibran Khalil Gibran |
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| Questa è la Lunazione del Miele,
il nettare delle api |
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La Luna Piena in Sagittario ci invita ad aprirci alla generosità e
all’ottimismo riflessi dalla natura fiorita intorno a noi.
È un ottimo plenilunio in cui fare magie per “reiventarsi”,
con cui reindirizzare la realtà individuale verso l’offerta del
meglio di noi stessi.
Le giornate si allungheranno con abbondanza di luce fino al prossimo 21 giugno, Litha
o Solstizio d'Estate.
È tempo di stare all’aperto, di godersi il caldo e rigenerarsi
sotto l’ombra del fogliame nei parchi, di uscire anche la sera, di guardare
il cielo, di vivere con tutti i sensi ben svegli e ricettivi.
È tempo di assaporare, gustare, cominciare a raccogliere i frutti di
tanti sforzi e tanto impegno. Tempo di prosperità.
.
Ma la vita moderna, il ritmo la produttività ci hanno stremati. Arriviamo
alla Lunazione del Miele già stanchi, sognando le ferie… siamo
esauriti. Ancora non possiamo fermarci, c’è tanto da fare: chi
studia inizia ora il periodo più impegnativo dell’anno, chi lavora
è chiamato a intensi sforzi produttivi prima del riposo estivo.
Il fisico si ribella. Il caldo che abbiamo tanto atteso ci toglie impeto e
spinta.
Ci sembra di avere energia soltanto per fare il minimo indispensabile.
Il periodo che si avvicina all'estate e uno fra quelli vissuti con maggiore
difficoltà nel mondo occidentale, in totale dissonanza con la natura
che invece prospera ed offre proprio sotto questa Luna alcuni dei suoi frutti
più dolci.
![]() | Allora proviamo una volta tanto a concederci di cogliere qualcosa anche per noi. Ad ogni desiderio di spuntino ci concederemo, se possiamo, fragranti
porzioni di fragole che con il loro sapore e colore sono capaci da sole
di imprimerci una sferzata di buon umore… se non ci piacciono
le fragole cercheremo sui banchi i primi frutti dell'estate, un occhio
al prezzo e uno al colore! |
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Per coglierla in pieno dal novilunio in poi cominceremo con il miele. Gli usi del miele sono infiniti e il suo valore energetico è molto forte. In questo periodo è pronto nei favi e deve essere pazientemente raccolto e conservato. Comperiamone un barattolo, di quello buono, possibilmente non industriale… nell'aroma preferito: ce n’è per tutti gusti. Ce ne concederemo una punta di cucchiaino ogni mattina, appena alzati, anche solo una goccia, sciogliendolo lentamente sulla lingua, lasciandoci investire dalla pienezza del sapore, assorbendo le sostanze zuccherine, incamerando energia, potere, dolcezza per sostenerci per tutta la giornata. Lo faremo come rito quotidiano, per tutta la lunazione. |
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Assaporando il miele penseremo all’operosità delle api, alla capacità di questi piccoli insetti di compiere opere imponenti e perfette, al loro spirito di collaborazione, la loro capacità di integrarsi nel progetto collettivo contribuendo costantemente con la loro opera al bene della comunità. |
| Sarà un modo di prenderci simbolicamente
cura di noi, diluendo l’amarezza che talvolta inevitabilmente visita
la nostra vita e ricordandoci di concederci sempre l’attimo per
gustare ciò che è accessibile, a portata di mano, mentre
si lavora perché si realizzino i nostri sogni più grandi
e si persevera nel nostro progetto di vita, con tutti i suoi ostacoli,
fatiche, ritardi. Il miele lo assumeremo ritualmente e come simbolo: del nutrimento che viene dalla Natura e dalla Madre Terra; della ricchezza materiale ma anche della ricchezza interiore, della dolcezza e l’amore che desideriamo e che dobbiamo concederci per primi; e, infine, per la sua valenza simbolica di cibo adatto agli dei, riconoscendo il valore sacro della nostra persona nell’assumerlo. Dopotutto qualcosa di dolce ce la meritiamo! (Segnalo alla fine di questa pagina un interessante testo "MIELE, NETTARE DEGLI DEI" con ricette al miele, per la tavola e per la salute!) |
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La Lunazione del Miele, con la sua calda e avvolgente
dolcezza ci invita a godere del momento. Invita a fermarsi un attimo senza
interrompere l’operosità quotidiana, per concedere a noi stessi
un pensiero d’amore e di gratitudine per tutto il lavoro che facciamo,
per i nostri sforzi, e per riprendere linfa e coraggio per affrontare il momento
del raccolto: qualsiasi cosa riusciremo a raccogliere quest’anno - abbondanza
o mera sopravvivenza - siamo sempre stati in prima linea e non ci siamo risparmiati.
Sotto questa Luna sono favoriti i matrimoni e, infatti, e un periodo in cui
è consuetudine fissare la data delle nozze e iniziare la propria personale
“luna di miele”. La tradizione romana dedicava il mese di Giugno
alla dea Giunone, moglie di Giove e dea della
prosperità e delle unioni matrimoniali.
Gli altri NOMI DI QUESTA LUNAZIONE
Luna della Fragola o Luna Fragola
Luna del Fiore o dei Fiori
Luna Rosa o Luna delle Rose
Luna dei Cavalli
Luna del Sole
Aerra Litha (prima di Litha) o Luna di Litha
Luna del prato
Luna delle Bacche mature
Luna del loto
Luna ventosa
Luna del Bufalo
Luna della tartaruga
Fare Luna grassa
Luna del tempo caldo
Luna dell'Anguria
Luna verde dei Cereali
Luna di Mead
Luna del Fieno
Luna del Cavallo
© 2006-10 Testo di Maria Giusi Ricotti
Aggiornamento del 10 maggio 2010
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso
dell'autrice, è vietata.
![]() | L'AUTRICE Maria Giusi Ricotti, grafico editoriale e ceramista, nata a Milano. Per amore è approdata molti anni fa in Sardegna, dove vive con la sua famiglia e lavora. mariagiusi@ilcalderonemagico.it |
Bibliografia
L'arte della Strega di Dorothy Morrison, Armenia
http://www.pagan-network.org/site
http://www.lollymagic.it
IMMAGINI
"Queen of Cups" di Julie Cuccia Watts, tratta da http://www.newmoontradingco.com
"Frutti di bosco" di Francesco Muzzu tratta da http://www.lamaddalena.it/foto_muzzu.htm
Varie fonti Internet
Miele: Nettare degli Dei
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Il miele nettare considerato prezioso come l’ambrosia degli dei, richiama ai sensi, dolce e soave alla memoria, rugiada del cielo, antico come le tracce della terra.
Rievocano il miele parole come "melos", cioè "canto, danza, musica"; ma anche lo stesso vello d'oro degli Argonauti, le dolci Ninfe e le Naiadi che il grande poeta greco Callimaco ha posto nel divino mondo animistico della tradizione popolare greca.
La parola Miele la troviamo nel latino "mel-mellis", nel greco "meli-melitos" e nei vocaboli dell'area albanese e celtica; ma soprattutto nella lingua accadica come "melu, mellu, wellu" che derivato dal verbo "elelu", secondo la legge linguistica semita - che fa derivare sostantivi e aggettivi dal verbo - mette una "m" prima del verbo dal quale deriva... "Elelu" significa "essere puro, liberato dalle scorie".
![]() | La presenza di un 'ape in una stanza è annunciatrice di buone notizie. "Ape" è una parola antichissima, per molto tempo ritenuta senza etimologia e considerata quindi di origine sconosciuta. Numerosi oggetti di culto recuperati dagli archeologi dimostrano che l'ape era venerata in tutta la Grecia antica. Le caste d'api erano associate ai culti di fertilità: le Melisse, sacerdotesse della Grande Madre, avevano l'ape come simbolo. In greco "Melitta, melissa" significa "ape". |
La Dea Madre, conosciuta anche come "Ape Regina", veniva celebrata a primavera con riferimento all'annuale rinnovarsi della natura.
L'ape simboleggiava anche l'eloquenza umana ed il potere che essa può esercitare: una leggenda narra che uno sciame d'api depose sulle labbra di Platone un favo.
Al miele furono associati numerosi miti, tra i quali quello secondo cui sulla tomba del famoso medico greco Ippocrate progenitore della medicina occidentale, nidificarono le api, producendo un miele miracoloso. Ippocrate, in vita, utilizzava il miele come unguento prediletto, mescolato all’acqua e all’aceto, per curare differenti affezioni.
Si narra che Democrito sia giunto alla rispettabile età di 109 anni facendosi in vita rispettoso della sua prescrizione: "Miele all'interno ed olio all'esterno".
Una delle prime testimonianze dell’uso del miele viene da graffiti rupestri che risalgono al 6000 a.C.
L’uomo neolitico, pare, allevava api anche se il merito di un’apicoltura perfezionata va agli Egizi che scoprirono l’utilità del miele nelle imbalsamazioni.
Gli antichi riconoscevano al miele grezzo proprietà che poi la scienza avrebbe confermato: antisettiche, fortificanti, calmanti.
Nel mondo greco-romano erano noti gli effetti cicatrizzanti, tonificanti e la sua utilità nelle affezioni intestinali e auricolari.
L’origine della parola Miele sembra risalire ad epoche antichissime , e lo troviamo anche tra gli ittiti popolo orientale.
I Sumeri ci hanno tramandato ricette a base di miele: creme di bellezza fatte con l’argilla, acqua miele ed olio di cedro.
Il miele viene profumato da sostanze aromatiche date dai fiori, per cui, secondo la predominanza dell'una o dell'altra specie di fiori nelle vicinanze dell'alveare, le api producono vari tipi di miele.
È interessante sapere che l’ape bottinatrice colei che cerca e raccoglie nettare dai fiori, informa le compagne dei siti più succulenti compiendo una specie di rito, una vera e propria danza circolare.
In diverse stagioni, a seconda dei luoghi e delle colture, si ottengono qualità diverse: miele di prato, di bosco, di brughiera, di monte, di acacia, di tiglio, di lavanda, di rododendro, di rosmarino… Molte sono le ricette che si tramandano, dagli albori, e che hanno come ingrediente essenziale il miele: ricette golose e aromatiche per la cucina, ricette di bellezza (maschere per il viso e per le mani, capelli, bagni rilassanti e nutrienti per l’epidermide). | ![]() |
Sono inoltre molti rimedi efficaci naturali a base di miele, utilizzati per la cura di mal di gola, febbre, ascessi, insonnia e piccole ferite. Si conosce il miele come elemento dall’alto potere cicatrizzante e antisettico.
Il miele di tiglio ha un buon odore aromatico, ed è un buon dolcificante per le tisane, ha ottime qualità soporifere, ideale per i bambini, per chi è soggetto a nervosismo, e per alleviare i disturbi femminili.
Il miele di castagno è scuro e denso, e dal sapore amarognolo. Ottimo caricatore di energie per le persone anziane e gli inappetenti, per l’alto contenuto di sali minerali che vi sono presenti.
Il miele di edera ambrato e delicato nel sapore è un ottimo rimedio per curare le cistiti, in quanto favorisce la diuresi e l’eliminazione delle scorie.
Il miele di acacia con il suo colore trasparente, la sua forte carica dolce e delicata è il miele più indicato da utilizzare in cucina in quanto non altera il gusto delle pietanze, non intorpidisce le bevande (come dolcificante per le tisane per il te ed ottimo per il caffé) Questo miele è un buon tonico, e “rafforza gli intenti”. È il miele più adatto ai bambini, per le affezioni che contraggono nella stagione fredda (raffreddore, mal di gola, tosse) e è utile a coadiuvare la guarigione da infiammazioni intestinali.
RICETTA AL MIELE CONTRO IL MAL DI TESTA
![]() | Mal di testa comune (dovuto a tensione nervosismo, irritabilità) Preparate un infuso di fiori secchi di tiglio e di arancia e petali di papavero (2 cucchiai, 1 cucchiaio 1 cucchiaio) Lasciate la mistura in infusione per 6-10 minuti prima di travasarla in una tazza nella quale avrete precedemente aggiunto due cucchiaini di miele di tiglio. Bevete la tisana finchè è molto calda, lentamente, a luci soffuse. |
RICETTA DELL'IDROMELE
![]() | Secondo la tradizione l’idromele è la più antica bevanda fermentata di cui l’uomo si sia nutrito. Sia Ippocrate che Galeno la consideravano curativa e provvidenziale. |
Servono:
10 litri d’acqua,
cannella (un bastoncino),
noce moscata (un cucchiaio),
un pezzettino di zenzero,
chiodi di garofano (due cucchiai)
e té (due cucchiai)
4 kg di miele (essenza che preferite),
1 g di acido citrico,
1 gr acido tartarico,
200gr di lievito di birra.
Prendete un sacchetto di tela e riempitelo con la canella, la noce moscata, lo zenzero, i chiodi di garofano e le foglie di té. Immergetelo in un recipiente contenente 10 litri di acqua.
Lasciato immerso nell’acqua almeno un giorno intero.
Il giorno dopo ponete il recipiente d’acqua sul fuoco, lasciandoci immerso il sacchetto di tela con le spezie, e portate il tutto a ebollizione.
A questo punto aggiungetevi il miele, l’acido citrico e l’acido tartarico. Lasciate bollire per circa due ore (molto lentamente!!!).
Al termine delle due ore troverete una patina di schiuma raccolta sulla superficie. Toglietela fino a lasciare il liquido limpido.
Lasciate raffreddare (fino alla temperatura di 15-20° circa).
Aggiungete i 200 gr di lievito di birra, mescolando fino a scioglierlo del tutto nel liquido.
Potete travasare il tutto dentro ad un recipiente di vetro o di terracotta coprendolo con una tela fermata sulla sommità in modo da proteggere la bevanda dalla polvere ma lasciandola respirare.
Il vaso deve riposare per circa due mesi in luogo buio e fresco (20/25°) .
Passato questo periodo il liquido va travasato in un nuovo recipiente simile a quello precedente dove deve essere fatto fermentare per altri sei mesi.
Passati i sei mesi avrete ottenuto una bevanda di circa 14° alcolici . Potete togliere il sacchetto di spezie e metterlo in bottiglie chiuse ermeticamente.
Gustate il vino-elisir aromatico con calma, consci di aver ripetuto dei gesti antichissimi .
Testo tratto e adattato da http://www.stregoneria.cc/privato/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=81
Immagini
"Dioniso scopre il miele" di Piero di Cosimo http://artchive.com/artchive/P/piero_di_cosimo/cosimo_honey.jpg.html
http://www.stregoneria.cc/privato/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=81
http://www.taccuinistorici.it/newsbrowser.php?news_id=578&news_dove=2
http://www.univ-montp3.fr/~pictura
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o dell'orto: |
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